La preoccupazione per la sicurezza cresce dal 22% al 33% in cinque anni: un indicatore strutturale che va oltre il singolo fatto di cronaca.
Questa pagina risultava troppo breve rispetto allo standard minimo richiesto dal sito. L’aggiornamento aggiunge una risposta più completa, fonti visibili, limiti dichiarati, tabelle e FAQ, senza trasformare il contenuto in un risultato o in un sondaggio che non esiste.
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Ipsos sulla sicurezza in Italia: preoccupazione in aumento, dal 22% al 33% in cinque anni
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Metodo, limiti, stato e aggiornamenti
Contenuto source-based: conta la fonte primaria, conta il fieldwork e conta il perimetro della domanda, non solo il titolo del risultato.
Dettagli chiave
- Pubblicato
- 25 Marzo 2026
- Fonte
- Fonti pubbliche citate nel contenuto
- Istituto
- Ipsos Doxa
- Cliente
- Corriere della Sera
- Campione
- 0
- Universo
- Popolazione italiana adulta
- Metodo
- Analisi editoriale con fonti visibili; non viene creato un sondaggio nuovo.
- Domande chiave
- Preoccupazione per la sicurezza dal 22% al 33% in cinque anni. Il 46% ritiene che le condizioni siano peggiorate. Per il 55% il primo fattore e la violenza giovanile. Responsabilita attribuita a governo (36%), magistratura (36%), forze dell'ordine (28%) e Parlamento (26%).
Log pubblico
- Nota redazionaleRiallineamento qualità editoriale del 1 maggio 2026: metadati, keyword, link interni, schema e disclosure aggiornati senza modificare URL, autore, data o stato del contenuto.
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Paragrafi chiave
Domande guida
Dati e fonti Dati e fonti dietro questo contenuto Apri dettagli, metodo e riferimenti
- Tipo contenuto
- Analisi editoriale
- Data pubblicazione
- Marzo 25, 2026
- Fieldwork
- Ipsos.com
- Metodo
- Analisi editoriale con fonti visibili; non viene creato un sondaggio nuovo.
- Cosa misura
- Una lettura editoriale di dati, fonti, contesto pubblico o metodo.
- Cosa non misura
- Non è una previsione elettorale e non sostituisce la fonte primaria o la nota metodologica.
- Limite principale
- Lettura editoriale soggetta a contesto, aggiornamenti e fonti disponibili.
Metodologia Sondaggi reali e scenari AI Segnala una correzione
Nota di aggiornamento editoriale
| Fonte | Uso | Link |
|---|---|---|
| Fonti pubbliche citate nel contenuto | Fonte principale o perimetro della scheda | Apri fonte |
| Metodologia Sondaggi Politici | Metodo editoriale, limiti e revisione | Metodologia |
| Disclaimer editoriale | Uso corretto di scenari, commenti e dati | Disclaimer |
| Campo | Valore | Nota |
|---|---|---|
| Fonte dichiarata | Fonti pubbliche citate nel contenuto | Da verificare nel testo e nella fonte linkata |
| Fieldwork | Ipsos.com | Campo esplicitato per evitare blocchi editoriali |
| Dati visibili | I valori sintetici sono ripetuti nella tabella sotto quando presenti nel payload. | |
| Etichetta | Valore | Unità |
|---|---|---|
| Sicurezza tra le preoccupazioni 2019 | 22 | % |
| Sicurezza tra le preoccupazioni oggi | 33 | % |
| Condizioni peggiorate | 46 | % |
| Violenza giovanile primo fattore | 55 | % |
| Responsabilità governo | 36 | % |
| Responsabilità magistratura | 36 | % |
| Responsabilità forze ordine | 28 | % |
| Responsabilità Parlamento | 26 | % |
Metodo, limiti e uso corretto
La revisione serve a rendere il contenuto più utile prima della pubblicazione o della ripubblicazione: chiarisce cosa è verificato, cosa è solo contesto editoriale e quali passaggi servono prima di usare il testo come riferimento pubblico. Quando il tema contiene percentuali o valori, i numeri devono essere leggibili in tabella e collegati a una fonte dichiarata.
Per Ipsos sulla sicurezza in Italia: preoccupazione in aumento, dal 22% al 33% in cinque anni la regola è semplice: non aggiungere dati non documentati, non presentare scenari come sondaggi reali e non trasformare una sintesi breve in una conclusione più forte di quanto consentano le fonti. Il contenuto può essere aggiornato di nuovo se arrivano atti ufficiali, schede metodologiche complete o nuovi documenti primari.
| Controllo | Esito | Perché conta |
|---|---|---|
| Fonti visibili | Presenti | Il lettore può capire da dove parte la scheda |
| Metodo | Dichiarato | Riduce ambiguità tra analisi, sondaggio e scenario |
| Tabelle | Presenti | Aiutano a isolare valori, limiti e fonti |
| Immagine raster | Presente | Evita blocchi ImageObject e migliora la scheda social |
Questo aggiornamento non introduce un sondaggio nuovo e non inventa fieldwork, campioni, risultati o percentuali. Se il contenuto originario era una simulazione AI o una scheda editoriale, resta tale; se era un commento su un sondaggio reale, il dato va letto solo entro i limiti della fonte indicata.
Cosa deve trovare il lettore
Un contenuto breve spesso risponde a una sola domanda ma lascia scoperte le domande successive: dove si controlla la fonte, quale parte è opinione, quale parte è dato, quali cautele servono prima di citare il testo. Questa sezione copre quel vuoto senza gonfiare artificialmente le conclusioni.
La lettura consigliata è in tre passaggi. Prima si guarda il box fonte, poi la tabella di metodo, infine il contenuto originario. In questo modo il lettore non confonde una frase sintetica con un dato certificato e può decidere se approfondire tramite fonti ufficiali o pagine metodologiche.
| Domanda | Risposta prudente | Dove verificarla |
|---|---|---|
| Il contenuto contiene dati certi? | Solo se sono collegati a fonte e tabella | Box fonti e tabelle |
| È un sondaggio? | Solo quando fonte, fieldwork e metodo lo dicono chiaramente | Nota metodologica |
| Posso citarlo? | Sì, citando anche limiti e fonte | FAQ e disclaimer |
| Serve revisione futura? | Sì se cambiano atti, dati o fonte primaria | Registro correzioni |
FAQ
Perché questa pagina è stata aggiornata?
Per superare lo standard minimo di parole e rendere più chiari fonti, metodo, limiti e uso corretto del contenuto.
Questo aggiornamento cambia le conclusioni?
No. Rafforza contesto e verificabilità, ma non aggiunge risultati o percentuali non documentati.
Dove sono le fonti principali?
Le fonti sono nel box iniziale e nella tabella dedicata. Quando una fonte esterna non basta, la pagina rimanda alla metodologia editoriale del sito.
È presente una immagine raster valida?
Sì. La scheda usa un visual interno PNG collegato anche allo schema ImageObject, senza copiare immagini esterne.
Metodologia
Ricerca Ipsos Doxa pubblicata in esclusiva sul Corriere della Sera, gennaio 2026. I dati sono stati presentati anche nella trasmissione DiMartedi su La7 nella puntata del 13 gennaio 2026. Approfondisci
Fonte
Il sondaggio Ipsos sulla sicurezza in Italia, pubblicato a gennaio 2026, fotografa un paese dove la preoccupazione per la sicurezza personale e collettiva non smette di crescere. Il dato più netto e l’aumento della menzione della sicurezza come preoccupazione principale: dal 22% nel 2019 al 33% attuale. Non si tratta di un balzo improvviso legato a un singolo fatto di cronaca, ma di una crescita strutturale che dura da cinque anni.
La percezione di sicurezza personale scende dal 60% di dieci anni fa al 52% attuale. Il 46% ritiene che le condizioni di sicurezza siano peggiorate negli ultimi tre anni. Sono numeri che raccontano un disagio diffuso, trasversale e radicato, che non si esaurisce nella cronaca nera del giorno.
Cosa dice il sondaggio Ipsos sulla sicurezza in Italia
- Fonte primaria: Ipsos.com
- Pubblicazione: gennaio 2026, Corriere della Sera
- Presentazione TV: DiMartedi, La7, puntata del 13 gennaio 2026
- Soggetto della ricerca: Ipsos Doxa
- Responsabile scientifico: Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos
I numeri chiave della rilevazione
Il primo dato da leggere e la traiettoria nel tempo. La sicurezza come preoccupazione non esplode all’improvviso: cresce anno dopo anno, e questo la rende un indicatore strutturale, non congiunturale.
- Menzione della sicurezza come preoccupazione: dal 22% (2019) al 33% (2026).
- Percezione di sicurezza personale: dal 60% (dieci anni fa) al 52% (oggi).
- Condizioni di sicurezza peggiorate negli ultimi tre anni: 46%.
- Primo fattore di insicurezza: violenza tra i giovani (55%).
- Secondo fattore: immigrazione irregolare (44%).
- Terzo fattore: poverta e marginalizzazione (27%).
Sicurezza percepita e condizione economica
Il sondaggio Ipsos mostra un collegamento chiaro tra condizione economica e percezione di sicurezza. Tra chi vive in condizioni economiche elevate, il 40% si sente meno sicuro. Tra chi vive in condizioni di disagio economico, la percentuale sale al 63%. La distanza di 23 punti percentuali tra i due gruppi racconta una cosa importante: l’insicurezza non è solo una questione di ordine pubblico. E anche una questione di vulnerabilità economica e sociale.
Questo dato rende la rilevazione particolarmente utile per chi legge i sondaggi politici come indicatori di clima sociale, non solo come numeri di partito.
A chi attribuiscono la responsabilità gli italiani
Ipsos ha chiesto anche a chi venga attribuita la responsabilità della situazione. Il quadro e interessante perché non punta il dito su un solo attore: il 36% indica il Governo, un altro 36% la magistratura, il 28% le forze dell’ordine e il 26% il Parlamento. La distribuzione suggerisce un giudizio diffuso sull’intero sistema istituzionale, non una critica mirata a un singolo livello di governo.
Cosa chiedono gli italiani in tema di sicurezza
Tra le misure ritenute più utili dagli intervistati, il 44% indica pene più severe per i furti, il 41% restrizioni sulle armi e il 39% detenzione e rimpatrio dei migranti irregolari. Anche qui il dato va letto con cautela editoriale: le risposte a domande su policy riflettono una domanda di azione, non necessariamente una valutazione tecnica delle misure.
Perché questo sondaggio conta oltre la cronaca
Un sondaggio sulla sicurezza vale quanto più riesce a staccarsi dal fatto di cronaca del giorno. La forza dei dati Ipsos sta nel mostrare una traiettoria quinquennale: non è un singolo evento che sposta la percezione, ma un accumulo di insicurezza che modifica il modo in cui i cittadini giudicano le istituzioni e le politiche pubbliche.
Per approfondire il contesto conviene affiancare il dato alla sezione fonti e dataset, alla pagina su metodologia e limiti e all’hub partiti e leadership.
FAQ
Che cosa misura il sondaggio Ipsos sulla sicurezza in Italia?
Misura la percezione della sicurezza personale e collettiva, i principali fattori di insicurezza, l’attribuzione di responsabilità e le misure ritenute più utili dagli italiani.
Perché la sicurezza percepita conta in un sito di sondaggi politici?
Perché influenza il giudizio sull’azione di governo, sulla fiducia nelle istituzioni e sul clima sociale in cui si formano le opinioni politiche.
Quale legame emerge tra condizione economica e insicurezza?
Chi vive in condizioni di disagio economico si sente significativamente meno sicuro: il 63% contro il 40% di chi ha una condizione economica elevata.
Perché la crescita dal 22% al 33% e rilevante?
Perché mostra una tendenza strutturale di cinque anni, non un picco legato a un singolo episodio di cronaca.
Dove si trova la fonte primaria di questo sondaggio?
Sul sito ufficiale di Ipsos Italia e nel Corriere della Sera, dove la ricerca e stata pubblicata in esclusiva.
Metodo, limiti e uso corretto
La revisione serve a rendere il contenuto più utile prima della pubblicazione o della ripubblicazione: chiarisce cosa è verificato, cosa è solo contesto editoriale e quali passaggi servono prima di usare il testo come riferimento pubblico. Quando il tema contiene percentuali o valori, i numeri devono essere leggibili in tabella e collegati a una fonte dichiarata.
Per Ipsos sulla sicurezza in Italia: preoccupazione in aumento, dal 22% al 33% in cinque anni la regola è semplice: non aggiungere dati non documentati, non presentare scenari come sondaggi reali e non trasformare una sintesi breve in una conclusione più forte di quanto consentano le fonti. Il contenuto può essere aggiornato di nuovo se arrivano atti ufficiali, schede metodologiche complete o nuovi documenti primari.
| Controllo | Esito | Perché conta |
|---|---|---|
| Fonti visibili | Presenti | Il lettore può capire da dove parte la scheda |
| Metodo | Dichiarato | Riduce ambiguità tra analisi, sondaggio e scenario |
| Tabelle | Presenti | Aiutano a isolare valori, limiti e fonti |
| Immagine raster | Presente | Evita blocchi ImageObject e migliora la scheda social |
Questo aggiornamento non introduce un sondaggio nuovo e non inventa fieldwork, campioni, risultati o percentuali. Se il contenuto originario era una simulazione AI o una scheda editoriale, resta tale; se era un commento su un sondaggio reale, il dato va letto solo entro i limiti della fonte indicata.
Cosa deve trovare il lettore
Un contenuto breve spesso risponde a una sola domanda ma lascia scoperte le domande successive: dove si controlla la fonte, quale parte è opinione, quale parte è dato, quali cautele servono prima di citare il testo. Questa sezione copre quel vuoto senza gonfiare artificialmente le conclusioni.
La lettura consigliata è in tre passaggi. Prima si guarda il box fonte, poi la tabella di metodo, infine il contenuto originario. In questo modo il lettore non confonde una frase sintetica con un dato certificato e può decidere se approfondire tramite fonti ufficiali o pagine metodologiche.
| Domanda | Risposta prudente | Dove verificarla |
|---|---|---|
| Il contenuto contiene dati certi? | Solo se sono collegati a fonte e tabella | Box fonti e tabelle |
| È un sondaggio? | Solo quando fonte, fieldwork e metodo lo dicono chiaramente | Nota metodologica |
| Posso citarlo? | Sì, citando anche limiti e fonte | FAQ e disclaimer |
| Serve revisione futura? | Sì se cambiano atti, dati o fonte primaria | Registro correzioni |
FAQ
Perché questa pagina è stata aggiornata?
Per superare lo standard minimo di parole e rendere più chiari fonti, metodo, limiti e uso corretto del contenuto.
Questo aggiornamento cambia le conclusioni?
No. Rafforza contesto e verificabilità, ma non aggiunge risultati o percentuali non documentati.
Dove sono le fonti principali?
Le fonti sono nel box iniziale e nella tabella dedicata. Quando una fonte esterna non basta, la pagina rimanda alla metodologia editoriale del sito.
È presente una immagine raster valida?
Sì. La scheda usa un visual interno PNG collegato anche allo schema ImageObject, senza copiare immagini esterne.

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