Fonti principali
Fonte dati: elaborazione Sondaggipolitici.com sulle fonti citate nell’articolo. Le stime e le forchette vanno lette come sintesi editoriale, non come nuova rilevazione.
| Fonte | Link | Uso |
|---|---|---|
| TgLa7 / SWG | Apri la fonte | Pubblicazione originaria dei dati del 29 giugno. |
| Nota metodologica ripresa da QuiFinanza | Apri la fonte | Fieldwork, campione, tecnica e margine d'errore. |
| Osservatorio SWG | Apri la fonte | Contesto della serie Radar settimanale. |
| Registro pubblico dei sondaggi | Apri la fonte | Controllo istituzionale della scheda depositata. |
Risposta breve
La rilevazione SWG diffusa da TgLa7 il 29 giugno fotografa un quadro più mobile nell’area di destra che tra i due partiti maggiori. Fratelli d’Italia resta primo al 27,3%, il Partito Democratico è stabile al 21,8%, il Movimento 5 Stelle sale al 13,3%. La notizia della settimana è il 5,6% attribuito a Futuro Nazionale, due decimi sopra la Lega al 5,4%.
Il sorpasso esiste nella tabella pubblicata, ma non va trasformato in un cambio strutturale già compiuto: due decimi sono molto meno del margine d’errore complessivo dichiarato. Il dato acquista significato perché arriva dopo altre rilevazioni di giugno che avevano già mostrato le due forze molto vicine. La lettura seria, quindi, riguarda una competizione aperta nell’area, non la proclamazione di un vincitore definitivo.
Tutti i dati del sondaggio SWG
| Partito o area | Percentuale | Variazione settimanale |
|---|---|---|
| Fratelli d'Italia | 27,3% | -0,4 |
| Partito Democratico | 21,8% | stabile |
| Movimento 5 Stelle | 13,3% | +0,1 |
| Forza Italia | 7,2% | -0,2 |
| Alleanza Verdi e Sinistra | 6,4% | -0,2 |
| Futuro Nazionale | 5,6% | +0,3 |
| Lega | 5,4% | stabile |
| Azione | 3,5% | -0,2 |
| Italia Viva | 2,4% | -0,1 |
| +Europa | 1,5% | -0,1 |
| Noi Moderati | 1,2% | +0,2 |
| Sud chiama Nord | 1,0% | +0,1 |
| Avanti PSI | 1,0% | +0,1 |
| Altre liste | 2,4% | +0,4 |
| Non espressi | 28% | +1 punto |
La tabella mette in fila anche i partiti minori e l’area dei non espressi, perché una classifica limitata ai primi tre partiti farebbe perdere due informazioni importanti. La prima è la frammentazione sotto il 4%: Azione è al 3,5%, Italia Viva al 2,4%, +Europa all’1,5%, Noi Moderati all’1,2%. La seconda è il 28% di intervistati che non esprime una scelta, in aumento di un punto.
FdI e PD: il divario resta ampio, i decimali no
Tra FdI e PD la distanza nella rilevazione è di 5,5 punti. È una differenza politicamente leggibile, mentre i movimenti settimanali di pochi decimi vanno trattati con maggiore cautela. FdI perde 0,4 punti, il PD resta fermo e il M5S guadagna 0,1: nessuno di questi scostamenti, isolato, dimostra una nuova fase. Il quadro complessivo continua però a mostrare FdI nettamente davanti come singolo partito.
Per le opposizioni il dato interessante è la distribuzione interna. PD e M5S insieme arrivano aritmeticamente al 35,1%, ma una somma non equivale a una coalizione e non incorpora né trasferimenti di voto né differenze di partecipazione. AVS è al 6,4%, mentre le forze centriste restano separate. L’articolo evita per questo di costruire una percentuale di campo largo non pubblicata da SWG.
Futuro Nazionale e Lega: perché il confronto conta
Futuro Nazionale guadagna tre decimi e raggiunge il 5,6%; la Lega resta stabile al 5,4%. Il punto politico è che la competizione non riguarda soltanto due simboli vicini nei sondaggi. Riguarda l’identità della destra, il peso relativo dei partiti dentro una possibile coalizione e il modo in cui la crescita di una nuova offerta può sottrarre o mobilitare elettori.
Una parte del movimento può essere interna allo stesso bacino, ma il sondaggio non misura direttamente i flussi individuali. Per dire da dove arrivino gli elettori servirebbero domande specifiche o analisi longitudinali. Il dato settimanale permette invece un’affermazione più circoscritta: nella fotografia SWG del 29 giugno, Futuro Nazionale è davanti alla Lega e la distanza è minima.
Il 28% dei non espressi è parte della notizia
L’area dei non espressi sale dal 27% al 28%. Non è un partito e non può essere aggiunta alle percentuali delle liste, ma misura quanta incertezza resta fuori dalla graduatoria. In termini editoriali, è un dato meno spettacolare del sorpasso tra due forze, ma più importante per capire la stabilità dell’intera fotografia.
Inoltre, etichette diverse usate dagli istituti possono includere componenti diverse: indecisi, propensione all’astensione, schede bianche o nulle, rifiuti di indicare un partito. Per questo il 28% SWG non deve essere confrontato automaticamente con il 41,1% indicato da Ipsos come area del non voto. Il confronto corretto parte dalle definizioni, non solo dai numeri.
Che cosa può cambiare nelle prossime rilevazioni
Tre verifiche saranno decisive. La prima è la continuità del rapporto tra Futuro Nazionale e Lega. La seconda è la tenuta di FdI dopo il calo settimanale. La terza riguarda i non espressi: se restano vicini al 28%, i movimenti tra partiti descrivono solo la parte dell’elettorato che accetta di scegliere.
Per questo una pagina utile non archivia il sondaggio come una notizia di ventiquattro ore. Conserva la data del fieldwork, collega le serie successive e distingue il dato pubblicato dall’interpretazione. È il modo più semplice per offrire al lettore una cronologia verificabile e non una successione di titoli contraddittori.
Il confronto con Ipsos: stessa direzione, livelli diversi
La rilevazione Ipsos con interviste dal 22 al 25 giugno colloca FdI al 27,0%, PD al 20,1%, M5S al 14,3%, Futuro Nazionale al 6,0% e Lega al 5,6%. SWG, con fieldwork più recente fino al 29 giugno, indica rispettivamente 27,3%, 21,8%, 13,3%, 5,6% e 5,4%. Le graduatorie principali coincidono, mentre i livelli di PD e M5S divergono di oltre un punto.
Questa distanza non consente di dire che in pochi giorni una forza abbia guadagnato e l’altra perso la stessa quantità. Gli istituti usano campioni, tecniche, questionari e modelli di stima propri. Il confronto serve a individuare il segnale comune: FdI primo, PD secondo, M5S terzo e Futuro Nazionale appena davanti alla Lega. Per misurare una variazione temporale è invece preferibile restare nella serie dello stesso istituto.
| Partito | SWG 29 giugno | Ipsos 25 giugno | Nota |
|---|---|---|---|
| Fratelli d'Italia | 27,3% | 27,0% | Valori molto vicini |
| Partito Democratico | 21,8% | 20,1% | Differenza tra serie, non variazione temporale |
| Movimento 5 Stelle | 13,3% | 14,3% | Differenza tra serie, non variazione temporale |
| Futuro Nazionale | 5,6% | 6,0% | Davanti alla Lega in entrambi |
| Lega | 5,4% | 5,6% | Nella stessa fascia di Futuro Nazionale |
Perché il fieldwork deve stare vicino al titolo
Il sondaggio è stato pubblicato il 29 giugno, ma le interviste coprono sei giorni, dal 24 al 29. Un evento avvenuto alla fine della finestra può incidere soltanto su una parte del campione; un evento successivo non può aver inciso affatto. Data di pubblicazione e periodo di raccolta rispondono quindi a domande diverse.
La tecnica mista combina interviste telefoniche e online. Questo amplia i canali di contatto, ma non elimina il bisogno di ponderazione e non rende assoluti i decimali. La scheda metodologica permette al lettore di capire l’ordine di grandezza dell’incertezza e impedisce di attribuire alla singola variazione settimanale più precisione di quanta ne abbia.
I partiti minori e la soglia del 3%
Azione è l’unica forza dell’area centrista sopra il 3% nella tabella SWG, con il 3,5%. Italia Viva è al 2,4% e +Europa all’1,5%. La distanza dalle soglie elettorali conta nel dibattito sulla futura legge, ma un sondaggio nazionale non può stabilire da solo se una lista supererebbe davvero la soglia al voto.
Per le forze minori, inoltre, il margine relativo è più pesante: pochi decimi rappresentano una quota importante del loro valore. È quindi più corretto osservare una serie di rilevazioni e le possibili aggregazioni politiche. Anche Sud chiama Nord e Avanti PSI, entrambi all’1,0%, completano una frammentazione che può incidere sulle coalizioni pur restando fuori dai titoli principali.
Il sondaggio non misura la partecipazione finale
La quota dei non espressi segnala incertezza, ma non consente di ricavare per sottrazione l’affluenza. Una persona può non scegliere un partito durante l’intervista e votare comunque; un intervistato che indica una lista può poi astenersi. Intenzione di voto e probabilità di partecipazione sono variabili collegate ma distinte.
Questo limite diventa importante quando si confrontano blocchi politici molto vicini. Una coalizione può avere più consenso dichiarato ma una base meno mobilitata, oppure il contrario. Per valutare la partecipazione servono domande specifiche e, alla fine, il dato osservato alle urne.
Nota metodologica
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Istituto | SWG |
| Committente e diffusore | TgLa7 |
| Fieldwork | 24-29 giugno 2026 |
| Tecnica | CATI-CAMI-CAWI |
| Campione | 1.200 maggiorenni residenti in Italia |
| Non rispondenti | 4.378 contatti |
| Margine dichiarato | 2,8% al 95% di confidenza |
Le intenzioni di voto non sono risultati elettorali. Gli scostamenti inferiori al margine dichiarato vanno letti come segnali da verificare nella serie, non come cambiamenti certi.
Domande frequenti
Qual è il primo partito nel sondaggio SWG del 29 giugno 2026?
Fratelli d'Italia è indicato al 27,3%, davanti al Partito Democratico al 21,8%.
Futuro Nazionale supera la Lega?
Nella singola rilevazione SWG sì: 5,6% contro 5,4%. Il divario è di due decimi e va verificato nelle rilevazioni successive.
Quanto valgono i non espressi?
SWG indica il 28%, un punto in più rispetto alla settimana precedente.
Quando è stato svolto il sondaggio?
Le interviste sono state raccolte dal 24 al 29 giugno 2026 con tecnica mista CATI-CAMI-CAWI.