Ipsos Pagnoncelli del 13 gennaio 2026: sicurezza bocciata, referendum incerto e Trump ancora largamente impopolare
Una lettura gerarchica del sondaggio: prima sicurezza, poi referendum, poi percezione internazionale.
Metodo, limiti, stato e aggiornamenti
Contenuto source-based: conta la fonte primaria, conta il fieldwork e conta il perimetro della domanda, non solo il titolo del risultato.
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- Fieldwork non disponibileQuesto contenuto non espone in chiaro una data di fieldwork nel meta pubblico. Leggilo come articolo source-based e verifica la nota metodologica completa della fonte primaria quando disponibile.
Dettagli chiave
- Pubblicato
- 25 Marzo 2026
- Fonte
- Ipsos
- Istituto
- Ipsos Doxa
- Cliente
- Ipsos
- Campione
- 0
- Metodo
- La pagina Ipsos consultata il 10 marzo 2026 rende visibili i risultati principali presentati nella puntata di DiMartedi del 13 gennaio 2026, ma nell'estratto pubblico non espone campione, fieldwork completo, universo e metodo integrale. Il contenuto va quindi letto come analisi trasparente multi-tema, da integrare con la documentazione metodologica ufficiale.
- Domande chiave
- Ipsos Doxa segnala che l'80% degli italiani ritiene che la sicurezza in Italia non sia migliorata dopo tre anni di governo Meloni, contro l'11% che vede un miglioramento e il 9% che non sa. Sul referendum giustizia il 25,6% voterebbe Si, il 21,8% No e il 52,6% non voterebbe o resta indeciso; tra chi dichiara di votare il Si sale al 54% contro il 46% del No, ma in uno scenario di voto obbligatorio il No passerebbe al 53,3% contro il 46,7% del Si. Su Trump il 63% esprime un giudizio negativo, il 20% positivo e il 17% non sa o non risponde.
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La pagina Ipsos consultata il 10 marzo 2026 rende visibili i risultati principali presentati nella puntata di DiMartedi del 13 gennaio 2026, ma nell'estratto pubblico non espone campione, fieldwork completo, universo e metodo integrale. Il contenuto va quindi letto come analisi trasparente multi-tema, da integrare con la documentazione metodologica ufficiale. Approfondisci
Questo è un contenuto multi-topic, ma non deve sembrare un contenitore disordinato di tre temi messi insieme. La regola editoriale giusta e semplice: partire dalla sicurezza in Italia, e poi aprire due finestre coerenti sul referendum giustizia e sul gradimento di Donald Trump. Se si perde questa gerarchia, il pezzo diventa confuso. Se la si rispetta, il contenuto resta molto più leggibile.
La fonte Ipsos, relativa alla puntata di DiMartedi del 13 gennaio 2026 presentata da Nando Pagnoncelli, racconta un clima d’opinione molto netto su tre piani diversi. Sul fronte interno emerge una bocciatura severa della percezione di sicurezza dopo tre anni di governo Meloni. Sul referendum giustizia appare una grande fragilità dovuta soprattutto al peso degli indecisi e dei potenziali non votanti. Sul piano internazionale, infine, il giudizio su Donald Trump resta chiaramente negativo. Il valore del pezzo sta proprio nel tenere insieme questi tre livelli senza forzare il ragionamento.
Dati chiave della rilevazione
- Fonte primaria: Ipsos
- Istituto: Ipsos Doxa
- Presentazione pubblica: Nando Pagnoncelli a DiMartedi, puntata del 13 gennaio 2026
- Pubblicazione visibile: 14 gennaio 2026
- Sicurezza in Italia: 80% non vede miglioramenti, 11% giudizio positivo, 9% non sa o non risponde
- Priorità del paese: la sicurezza sale al 3 posto, mentre a dicembre 2022 era al 7
- Referendum giustizia: 25,6% Si, 21,8% No, 52,6% tra astenuti, indecisi e non risposta
- Tra chi dichiara di votare: 54% Si, 46% No
- Scenario di voto obbligatorio: 53,3% No, 46,7% Si
- Gradimento Trump: 63% negativo, 20% positivo, 17% non sa o non risponde
Sicurezza in Italia: il dato più forte e la bocciatura del governo
Il blocco più forte della pagina e quello sulla sicurezza. Dopo tre anni di governo Meloni, secondo Ipsos l’80% degli italiani ritiene che la situazione non sia migliorata. Solo l’11% esprime un giudizio positivo, mentre il 9% non sa o non prende posizione. È un dato molto netto, che aiuta a leggere con chiarezza il clima d’opinione sul tema.
C’e poi un elemento ulteriore che rende il blocco ancora più interessante: nella rilevazione mensile citata da Ipsos, la sicurezza sale al terzo posto tra le priorità del paese, mentre nel dicembre 2022 occupava soltanto il settimo. Questo passaggio cambia il senso del pezzo. Non ci dice solo che il giudizio sull’azione del governo e negativo. Ci dice anche che la sicurezza pesa di più nell’agenda mentale degli italiani. Ed e proprio questa combinazione tra salienza del tema e giudizio negativo che rende il contenuto più istruttivo.
Referendum giustizia: il vero punto non è il Si o il No, ma l’incertezza
Il secondo blocco riguarda il referendum sulla riforma della giustizia. Se il referendum si tenesse nel momento della rilevazione, il 25,6% voterebbe Si per confermare la riforma, il 21,8% voterebbe No per respingerla, ma il dato più importante e un altro: il 52,6% non andrebbe a votare, e indeciso o non sa indicare una preferenza. Questo e il centro della lettura corretta.
Un pezzo scritto bene non deve presentare questo quadro come un semplice vantaggio del Si. Deve spiegare che il referendum appare profondamente incerto proprio perché la maggioranza assoluta del campione non esprime una scelta definita o non si colloca nel perimetro dei votanti certi. In altre parole: non siamo davanti a un dato stabile, ma a un campo ancora molto aperto.
Perché il voto obbligatorio cambia tutto
La parte più istruttiva della fonte Ipsos e forse la domanda aggiuntiva sul voto obbligatorio. Tra chi oggi dichiara che andrebbe a votare, il Si prevale 54% a 46%. Ma se si ipotizza che tutti siano costretti a recarsi alle urne, il quadro si rovescia: il No salirebbe al 53,3% contro il 46,7% del Si.
Questo passaggio spiega, in modo molto concreto, una regola metodologica che ritorna spesso anche negli altri contenuti sul referendum: la composizione di chi vota pesa quanto il rapporto tra le opzioni. Per questo il contenuto dialoga bene con l’articolo su perché i sondaggi sui referendum sono più fragili e con le schede YouTrend/Sky o Tecne/DIRE, che lavorano proprio sulla centralita dell’affluenza.
Trump resta largamente impopolare in Italia
Il terzo blocco riguarda il gradimento del presidente americano Donald Trump. Ipsos segnala che il 63% degli intervistati dichiara di non apprezzarlo, contro il 20% che esprime un giudizio positivo e il 17% che non sa o non risponde. Il giudizio generale e quindi chiaramente negativo.
La fonte aggiunge anche un dettaglio interessante per il lettore più attento: all’interno del centrodestra, i giudizi positivi prevalgono solo tra gli elettori della Lega, mentre quelli di Fratelli d’Italia risultano più equilibrati e gli elettori di Forza Italia si collocano nettamente in area sfavorevole. Questo rende il pezzo più ricco senza snaturarlo: non è un articolo di politica estera puro, ma un contenuto sull’opinione pubblica che mostra anche come lo scenario internazionale venga letto dentro gli schieramenti italiani.
Perché questo articolo funziona se resta gerarchico
Il rischio più grande di una rilevazione multi-tema e diventare una lista di domande scollegate. Qui la soluzione e mantenere una gerarchia chiara. Prima la sicurezza, che e il tema primario della query. Poi il referendum, che porta dentro il cluster più sensibile del sito. Infine Trump, che allarga il pezzo verso la politica estera e il clima internazionale. Questa struttura consente di intercettare più intent senza trasformare la pagina in un contenitore caotico.
Che cosa non bisogna dedurre da questi dati
- Non dimostrano da soli le cause profonde delle paure collettive: mostrano percezioni e priorità, non una causalita automatica.
- Non rendono il referendum prevedibile: al contrario, mostrano quanto l’esito dipenda dalla composizione dei votanti.
- Non riducono Trump a un dato unico: il 63% negativo e forte, ma le differenze per elettorato ricordano che il quadro resta articolato.
Quali elementi metodologici non sono esposti nell’estratto pubblico
La pagina Ipsos consultata il 10 marzo 2026 rende visibili i risultati principali ma non espone, nell’estratto pubblico, tutti gli elementi necessari a una scheda metodologica completa. Nell’estratto pubblico consultato non sono ancora esposti in chiaro almeno questi elementi:
- campione effettivamente utilizzato;
- fieldwork completo;
- universo di riferimento;
- metodo integrale di rilevazione;
- eventuale documentazione metodologica completa o nota informativa.
Questa trasparenza e parte della qualità editoriale del progetto. Il dato pubblico e utile, ma la sua interpretazione migliora solo se il lettore sa anche che cosa e già verificato e che cosa no.
Approfondimenti interni consigliati
- Hub dedicato ai sondaggi Ipsos
- Hub sul referendum giustizia 2026
- Guida metodologica sui sondaggi referendari
- Guida su nota informativa e documento completo
- Pagina metodologia del sito
Fonti principali
FAQ
Che cosa dice il sondaggio Ipsos del 13 gennaio 2026 sulla sicurezza in Italia?
Dice che l’80% degli italiani ritiene che la situazione della sicurezza non sia migliorata dopo tre anni di governo Meloni, contro l’11% che vede un miglioramento e il 9% che non sa o non risponde.
Perché il referendum appare così incerto in questa rilevazione?
Perché il 52,6% degli italiani dichiara che non andrebbe a votare, e indeciso o non sa indicare una preferenza. Questo rende il quadro molto più fragile di quanto suggerirebbe il solo confronto tra Si è No.
Che cosa significa il cambio di risultato nello scenario di voto obbligatorio?
Significa che la composizione di chi vota pesa moltissimo. Tra chi oggi dice che andrebbe alle urne il Si prevale 54 a 46, ma se tutti fossero costretti a votare il No salirebbe al 53,3% contro il 46,7% del Si.
Come viene giudicato Donald Trump dagli italiani secondo Ipsos?
Il giudizio resta largamente negativo: il 63% degli intervistati dichiara di non apprezzare Trump, il 20% esprime un giudizio positivo e il 17% non sa o non risponde.
Che cosa manca ancora per una scheda metodologica completa?
Servono almeno campione, fieldwork completo, universo di riferimento, metodo integrale e documentazione metodologica verificabile.
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